Portale Trasparenza Comune di Presenzano - DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA', SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA', ACCERTAMENTO DI CONFORMITA', E CERTIFICAZIONE DI AGIBILITA'

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Tipologie di procedimento

DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA', SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA', ACCERTAMENTO DI CONFORMITA', E CERTIFICAZIONE DI AGIBILITA'
Responsabile di procedimento: DE CAPRIO CARLO
Responsabile di provvedimento: DE CAPRIO CARLO
Responsabile sostitutivo: DI STEFANO MASSIMO
Uffici responsabili
AREA TECNICA
Descrizione

SEGNALAZIONE DI INIZIO ATTIVITA' (SCIA)

Con il D.L. 31/5/2010 n. 78, art. 49 comma 4 bis, convertito con modifiche nella legge 30/7/2010 n. 122 è stato riformulato l'art. 19 L. 241/1990 relativo alla disciplina generale della DIA (dichiarazione di inizio attività) che è stata sostituita da un nuovo istituto la Segnalazione certificata di Inizio Attività (indicata con l'acronimo "SCIA") in tutte le norme nazionali e regionali nelle quali risulti citata.

La modifica ha portato da subito ampio dibattito, circa la sua applicazione, anche all'edilizia, settore disciplinato da specifica normativa speciale, della norma riscritta e la sostituzione quindi dell'istituto della D.I.A. (denuncia di inizio attività) con la SCIA.

Le incertezze e le differenti posizioni autorevolmente espresse, sono state definitivamente chiarite con una disposizione di carattere interpretativo contenuta nel c.d. "decreto sviluppo" il D.L. 13/5/2011 n. 70 (entrato in vigore il 14/5/2011) convertito con modifiche con legge 12/7/2011 n. 106.

L'art. 5 comma 2 lett. c) infatti conferma che la SCIA sostituisce la DIA per tutti gli interventi edilizi di cui all'art. 22 c. 1 e c. 2 D.P.R. 380/2001. L'interpretazione autentica chiarisce altresì che la SCIA non sostituisce la DIA alternativa ( c.d. nella prassi Super-DIA) al permesso di costruire, prevista dall'art. 22 comma 3 del TUE.

Il citato art. 5, al comma 2 lett. b) ha poi aggiunto il comma 6-bis all’art. 19 L. 241/1990 che stabilisce un termine ridotto, per l'Amministrazione Comunale, per vietare la prosecuzione dell'attività edilizia oggetto di SCIA, da 60 a 30 giorni; stabilisce inoltre che sono estese alla SCIA, tutte le disposizioni previste dal D.P.R. 380/01 e dalle leggi regionali, relative alla vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia, alle responsabilità e alle sanzioni.

Da evidenziare che la SCIA in edilizia, come espressamente stabilito al comma 1 dell'art. 19 L. 241/1990 modificato, non sostituisce le autorizzazioni o i nulla osta che devono essere rilasciati in presenza di vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e neppure quelli previsti per le costruzioni in zone sismiche. In tali casi la SCIA può essere proposta solo in seguito all'acquisizione dell'assenso dell'ente competente alla tutela.

La disciplina della SCIA in edilizia (sostitutiva della DIA) non è stata quindi introdotta con una disposizione organica all'interno del TUE ma è contenuta nell'art. 19 della L. 241/1990 (legge generale sul procedimento amministrativo) secondo l'interpretazione autentica dell'art. 5 comma 2 del D.L. 70/2011 conv. L. 106/2011. Tale articolo si applica oltre che all'edilizia, al commercio, alle attività produttive, ecc.

Risulta di tutta evidenza che, poiché la SCIA applicata all'edilizia trova la sua fonte nella legge generale sul procedimento amministrativo anziché in quella dell'edilizia, vi sono problematiche di raccordo sia sotto il profilo procedimentale che sotto quello dell'applicabilità del quadro sanzionatorio che vanno risolte dalle leggi regionali.

Inoltre, all'interno dello stesso art. 19, la disciplina della SCIA si differenzia: infatti per la SCIA edilizia il controllo e l'adozione di eventuali provvedimenti amministrativi devono essere effettuati entro 30 giorni dal deposito, mentre per la SCIA applicata agli altri settori il termine è di 60 giorni. Il termine più breve riferito all'attività costruttiva trova la sua motivazione negli effetti pregiudizievoli e difficilmente reversibili che un arco di tempo ampio (60 gg. come inizialmente previsti) poteva determinare ed anche per evitare di lasciare per un periodo eccessivo le attività in condizioni di incertezza ed esposte al rischio di emanazione di misure interdittive-repressive.

Infatti, con la SCIA i lavori possono essere effettuati subito dal momento del deposito mentre con la DIA l'inizio lavori poteva avvenire solo decorsi 30 giorni dal deposito.

Il Decreto Legge 22 giugno 2012 n. 83 "Misure urgenti per la crescita del Paese" art. 13 "semplificazione in materia di autorizzazioni e pareri per l'esercizio dell'attività edilizia", ha modificato l'art. 19, terzo periodo del comma 1 della L. 241/1990 relativo alla SCIA e l'art. 23 del D.P.R. 380/2001 "Testo Unico dell'Edilizia” relativo alla denuncia di inizio attività, con l'introduzione di commi 1-bis, 1-ter e la modifica dei commi 3 e 4.

La modifica non ha però sortito il risultato di un coordinamento delle due norme.

L'art. 23 continua ad essere rubricato "disciplina della denuncia di inzio attività" e d'altronde la denuncia di inizio attività sopravvive nei limiti (della Superdia) per effetto dell’interpretazione sopra indicata.

Con la legge L. n. 134/2012, in entrambi gli articoli, art. 23 del TUE per la D.I.A. e art. 19 L. 241/1990 per la SCIA, è stata inserita la disposizione che ha esteso le autodichiarazioni del segnalante, già previste per i pareri e le verifiche preventive, anche gli atti, ossia il provvedimento finale.

Rimane confermata l'esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche, per i quali permane l’obbligo di acquisire i pareri o le autorizzazioni delle Amministrazioni competenti.

Sono realizzabili con SCIA gli interventi di ristrutturazione edilizia e le varianti minori ai permessi di costruire con modifica della sagoma, per effetto delle modifiche apportate dal c.d. decreto del fare (D,L, 69/2013 conv. L. 98/2013), salvo che non si tratti di immobili vincolati ai sensi del D.lgs. 42/2004.

 

DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA' (D.I.A.)

Come già si è detto sopra per la SCIA, la denuncia di inizio attività disciplinata agli articoli 22 e 23 del TUE, a seguito della interpretazione autentica operata dall'art. 5 comma 2 lett. b) del D.L. 70/2011 convertito con modifiche con la legge 106/2011, continua a trovare applicazione nei casi in cui la D.I.A. (c.d. Superdia) è alternativa al permesso di costruire e quindi per la ristrutturazione edilizia "pesante", per la nuova costruzione e per la ristrutturazione urbanistica (art. 22 comma 3).

L'art. 13 comma 2 lett. e) del D.L.83/2012 convertito con modifiche dalla L. 134/2012 ha introdotto all'art. 23 del TUE i commi 1-bis e 1-ter che riportano le stesse disposizioni contenute nell'art. 19 L. 241/1990 per la SCIA in merito alle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, sostitutive di atti, pareri, verifiche tecniche preventive, di organi o enti appositi, richiesti dalla normativa (leggi e regolamenti).

Restano esclusi dalle autocertificazioni i vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, nonché quelli previsti dalla normativa antisismica.

Come previsto nell'art. 19 della legge citata, anche all'art. 23 del TUE è stata inserita la possibilità di presentare la D.I.A. a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ad esclusione dei procedimenti per i quali sia previsto l'obbligo di presentazione per via telematica, da un regolamento che non è ancora stato emanto.

L'intervento normativo operato nel 2012, ha quindi uniformato le due procedure che, a questo punto, avrebbe senso semplificare, unificando la SCIA e la D.I.A. in un solo titolo abilitativo all'interno del TUE, anche mantenendo la differenza attuale tra avvio dei lavori immediato e posticipato di trenta giorni.

 

AGIBILITA’

L’agibilità è anch’esso un titolo abilitativo ma successivo alla realizzazione della costruzione e che deve precedere la sua utilizzazione.

Il D.L. 21/6/2013, n. 69 (c.d. "decreto del fare") convertito con modif. nella legge 9/8/2013 n. 98 è intervenuto sulla disciplina e sul procedimento per il rilascio del certificato di agibilità, modificando rispettivamente l'art. 24 e l'art. 25 del D.P.R. 380 del 2001. La modifica ha introdotto l’agibilità parziale per singoli edifici o singole porzioni di edifici o per singole unità immobiliari, disciplinandone le condizioni finalizzate ad assicurare la realizzazione ed il collaudo delle opere di urbanizzazione primaria funzionali alla parte per la quale è richiesta l’agibilità, nonché delle parti strutturali e degli impianti delle parti comuni. La novella ha inoltre disposto che in luogo del certificato di agibilità l’interessato può presentare una dichiarazione asseverata a firma del direttore lavori o di un tecnico incaricato, che attesti la conformità dell’opera e la sua agibilità

Chi contattare
Personale da contattare: DE CAPRIO CARLO, DI STEFANO MASSIMO
Conclusione tramite silenzio assenso: no
Conclusione tramite dichiarazione dell'interessato: no
Modulistica per il procedimento
Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà che attesta la conformità delle opere, con prospetto riassuntivo ....
Servizio online
Contenuto inserito il 07-02-2015 aggiornato al 07-02-2015

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